venerdì 11 settembre 2026

PERCHE' FACCIAMO I SOGNI?

SCOPRIAMOLO INSIEME

Perché facciamo i sogni? Quando dormiamo, il nostro cervello non solo riposa, ma rielabora i ricordi, le emozioni e le informazioni che ha acquisito durante il giorno: questo processo ci porta a sognare, anche se non sempre, quando ci svegliamo, riusciamo a ricordarci quello che abbiamo sognato o a dargli un senso. Perché facciamo i sogni? La scienza si interroga da tempo sull’utilità dei sogni e, secondo una delle teorie più recenti ed interessanti, si pensa che sognare serva a superare i traumi che a volte viviamo nella realtà: gli scienziati del Centro per i Disordini del Sonno di Boston, infatti, hanno dimostrato che le storie spesso incredibili che viviamo nei nostri sogni sono legate a delle forti emozioni. Più passa il tempo, però, più la memoria di alcuni eventi che ci hanno colpito o sconvolto si mescola con altri ricordi e questo ci aiuta ad alleggerire il peso che un evento traumatico o molto coinvolgente ha nella nostra mente: è un po’ come se continuassimo a diluire una vernice, annacquandola finchè non diventa più chiara e trasparente. Il padre della psicanalisi Sigmund Freud, invece, aveva elaborato una teoria secondo la quale i sogni sono una rappresentazione di desideri e istinti che, normalmente, reprimiamo nella vita di tutti i giorni, perché considerati sbagliati o esagerati dalla società civile. Spesso, però, l’uomo ha tratto ispirazione da ciò che ha involontariamente immaginato mentre dormiva e molte invenzioni geniali o capolavori artistici, sono stati elaborati proprio prendendo ispirazione dai sogni. Oggi hai imparato perché facciamo i sogni!
 

LA "PROVA" CHE I VIAGGI NEL TEMPO SONO REALI

ECCO COSA HANNO NOTATO ALCUNE PERSONE

Le teorie sui viaggi nel tempo affascinano da sempre l’immaginario collettivo, ma di recente una presunta prova visiva ha catturato l’attenzione di visitatori e utenti web di tutto il mondo. L’episodio si è verificato nelle sale della National Gallery di Londra, dove un’opera d’arte del XVII secolo è finita al centro di un acceso dibattito virale. Il quadro in questione è il Ritratto di Frederick Sluysken (noto anche come Ritratto di un ragazzo), dipinto nel 1652 dal maestro olandese Ferdinand Bol, allievo di Rembrandt. L’opera raffigura un nobile bambino di otto anni vestito con eleganti abiti dell’epoca, tenendo in mano una coppa. Tuttavia, ad attirare lo sguardo dei visitatori non sono stati l’espressività del viso o la maestria pittorica, bensì un dettaglio anacronistico situato nella parte inferiore della tela.

Un paio di sneaker del futuro nel XVII secolo?

Osservando attentamente le scarpe nere del giovane ritratto, diversi visitatori hanno notato la presenza distintiva di un simbolo bianco inciso sulla pelle della calzatura sinistra. Il segno ricorda in maniera incredibilmente precisa il celebre baffo Nike (lo Swoosh), il logo dell’iconico marchio di abbigliamento sportivo nato soltanto nel 1964, ovvero oltre tre secoli dopo la realizzazione del dipinto. La scoperta ha immediatamente scatenato l’ironia e la fantasia degli appassionati sui social media, dove molti utenti hanno iniziato a ipotizzare che il giovane rappresentato potesse essere un viaggiatore temporale venuto dal futuro o il possessore del primo paio di sneaker della storia.

Tra le varie interpretazioni emerse, vale la pena evidenziare gli elementi chiave del fenomeno:

Il dettaglio visivo: Un segno bianco ricurvo che ricalca quasi alla perfezione il design del logo moderno.

L’effetto pareidolia: Il fenomeno psicologico che porta la mente umana a identificare forme note e familiari in oggetti o dettagli casuali.

La spiegazione storica: Gli esperti d’arte e i curatori del museo hanno chiarito che il presunto “logo” è in realtà un semplice sbieco di luce o l’apertura della fodera in tessuto bianco della scarpa dell’epoca.

Anacronismi nell’arte: suggestioni e psicologia visiva

Ovviamente non si tratta della prima volta che un’opera d’arte classica venga indicata come potenziale indizio di viaggi nel tempo. Anche negli anni passati, casi analoghi hanno coinvolto dipinti in cui i soggetti sembravano impugnare uno smartphone, come nel caso del dipinto L’attesa di Ferdinand Georg Waldmüller del 1860, dove la protagonista tiene in mano un piccolo libro di preghiere o altri oggetti del XXI secolo. Gli storici dell’arte ricordano quanto il nostro punto di vista moderno influenzi anche la percezione delle immagini che provengono dal passato. La tendenza a proiettare degli oggetti tecnologici o dei marchi contemporanei su opere antiche nasce proprio dalla familiarità che abbiamo con la cultura di massa odierna. Sebbene il dipinto di Ferdinand Bol non sia la prova scientifica di un salto nel tempo, ha dimostrato come un dettaglio curioso possa riavvicinare il grande pubblico all’arte classica con uno sguardo nuovo e divertito.

 

"L' AI STERMINERA' IL GENERE UMANO ENTRO IL 2030"

LA SCIOCCANTE PROFEZIA

Le dimissioni di Jacob Coxon da Anthropic riaccendono il dibattito sui rischi legati allo sviluppo dell’AI e all’estinzione umana. Il 27enne ricercatore britannico ha deciso di lasciare una delle aziende più importanti nel settore dell’intelligenza artificiale dopo aver lavorato per circa tre anni tra Anthropic e OpenAI. La sua scelta è stata accompagnata da una denuncia pubblica particolarmente dura: secondo Coxon, le principali aziende del settore starebbero correndo verso la realizzazione di sistemi capaci di migliorarsi autonomamente, senza aver ancora risolto adeguatamente i problemi legati alla sicurezza.

EAST MARKET

LA STAGIONE DEL VINTAGE RIPARTE DOMENICA 20 SETTEMBRE

Domenica 20 settembre torna East Market, l’evento del vintage milanese dedicato a privati e professionisti, dove tutti possono comprare e vendere. Con il primo appuntamento della stagione 2026-27, centinaia di espositori selezionati da tutta Italia tornano negli oltre 6.000 mq dell’ex fabbrica aeronautica di zona Mecenate con migliaia di oggetti insoliti, ricercati e curiosi. Abbigliamento vintage e second-hand, artigianato, vinili, modernariato, design, arredamento, collezionismo, sneakers, libri, fumetti, poster, elettronica, videogame, giocattoli, accessori e molto altro: un universo di oggetti provenienti dal passato e da tutto il mondo, pronti a vivere una nuova vita.

PER NON DIMENTICARE

L’ATTACCO ALLE TORRI GEMELLE

Oggi. 25 anni fa, l’attentato alle torri gemelle americane. Anche nei Paesi dell'Unione europea e in altre parti del mondo si rende omaggio alle vittime degli attacchi. 
 

SAPORI E SAPERE

I CIBI CHE FANNO BENE AL CERVELLO

Il nostro cervello ha bisogno di risorse esattamente come ogni parte dell'organismo umano. Si tratta, anzi, di un organo particolarmente "affamato" di risorse dato che, pur rappresentando solo il 2% del peso corporeo, consuma circa il 20% delle calorie giornaliere che introduciamo con l’alimentazione. Per nutrire la mente occorre però scegliere alimenti che uniscono il piacere della tavola alla massima efficienza cellulare: per mantenere il cervello attivo e scattante, la neuroscienza e la biochimica nutrizionale suggeriscono di puntare su molecole specifiche, capaci di attraversare la barriera ematoencefalica e proteggere i nostri oltre 86 miliardi di neuroni.
LA BARRIERA EMATOENCEFALICA: UNA GUARDIA DI SICUREZZA - Il cervello è un organo molto prezioso e nello stesso tempo delicato: l’organismo non può permettersi di far entrare nel suo flusso chimico tutto ciò che circola nel resto del corpo. Se ad esempio consumiamo un alimento avariato o prendiamo un'infezione, batteri e tossine viaggiano nel sangue; in questo caso entra in azione la barriera ematoencefalica, una rete fittissima di vasi sanguigni e cellule di supporto, gli astrociti, che agiscono come un filtro ultra-selettivo. Questa barriera è progettata per far passare immediatamente l'ossigeno, l'acqua e il glucosio, il carburante base, mentre per tutto il resto, è uno sbarramento rigidissimo. Quando si dice che i nutrienti di alcuni superfood superano questa barriera, significa che quelle specifiche molecole hanno le caratteristiche chimiche per valicarla ed essere “ammesse” all'interno: tra queste ci sono ad esempio i grassi buoni, come Omega 3 e Omega 6, la vitamina E, alcuni aminoacidi e i flavonoidi.Questo spiega la differenza tra un cibo genericamente sano e un cibo "neuro-attivo": esistono numerosi antiossidanti e vitamine molto utili, ad esempio, alla salute del fegato o della pelle, ma che non hanno le caratteristiche per valicare la barriera ematoencefalica e vengono, per così dire, bloccati all'ingresso.
I CIBI AMICI DEL CERVELLO – Le più autorevoli istituzioni scientifiche, tra cui la Harvard T.H. Chan School of Public Health e la Mayo Clinic, hanno identificato una serie di alimenti capaci di agire come veri e propri scudi biologici e potenziatori cognitivi. Ecco gli alimenti amici del cervello da inserire regolarmente nella nostra routine:
Pesce Azzurro: salmone selvaggio, sgombro, sarde e alici sono fonti insostituibili di acidi grassi polinsaturi Omega-3 (in particolare DHA ed EPA). Queste molecole costituiscono i mattoni fondamentali delle membrane cellulari dei neuroni, riducono la neuroinfiammazione e supportano la memoria a lungo termine. Aiutano inoltre a contrastare l'accumulo di proteina beta-amiloide, associata al declino cognitivo.
Mirtilli e Frutti di Bosco: veri concentrati di antocianine e flavonoidi, sono potenti pigmenti vegetali antiossidanti. Studi clinici dimostrano che aumentano il flusso sanguigno cerebrale, migliorando l'ossigenazione e stimolando la produzione del fattore neurotrofico cerebrale (BDNF), una proteina chiave per la plasticità sinaptica e la nascita di nuovi neuroni.
Noci: sono l'unico frutto a guscio che racchiude elevate quantità di acido alfa-linolenico (ALA), un precursore vegetale degli Omega-3. Ricche anche di vitamina E e zinco, agiscono bloccando lo stress ossidativo e potenziando le prestazioni nei test di velocità di elaborazione mentale.

Verdure a Foglia Verde: spinaci, cavolo riccio, broccoli e rucola sono scrigni di numerose sostanze utili, tra cui vitamina K, luteina, folati e beta-carotene. La vitamina K, in particolare, è fondamentale per la sintesi degli sfingolipidi, una classe di grassi densamente presenti nelle cellule cerebrali che rallentano l'invecchiamento cognitivo.
Cioccolato Fondente (minimo 70%): una coccola per il palato che racchiude un segreto biochimico. I flavonoli del cacao stimolano la microcircolazione nelle aree cerebrali deputate alla memoria e promuovono il rilascio di endorfine e serotonina, migliorando istantaneamente il focus e l'umore.
Acqua: il cervello è composto per circa il 75-80% d'acqua: una disidratazione anche solo dell'1% può compromettere i tempi di reazione e la memoria a breve termine. Per bere non si deve aspettare lo stimolo della sete: bere acqua regolarmente previene il micro-restringimento del tessuto cerebrale. In alternativa all’acqua si può bere il tè verde: la sinergia naturale tra caffeina e L-teanina migliora l'attenzione e la concentrazione, eliminando l'effetto "ansia" e i tremori tipici degli stimolanti. 


CRONONUTRIZIONE E SONNO – I picchi glicemici sono nemici della buona salute del cervello. Anche se la sua energia dipende quasi interamente dal glucosio, odia le sue fluttuazioni brusche. I picchi, provocati ad esempio da dolci, farine bianche o bibite gasate, provocano una rapida impennata di insulina, a cui segue l’ipoglicemia reattiva. Lo sbalzo può causare la classica "nebbia cerebrale", una sorta di offuscamento mentale con rallentamento del pensiero. Per evitale questa “altalena” è bene scegliere carboidrati complessi, come avena, quinoa, riso nero, che garantiscono ai neuroni un flusso continuo, lento e costante di energia. Altrettanto importante è alimentarsi in modo corretto nei diversi momenti della giornata. Al mattino, una colazione ricca di proteine di alta qualità, come quelle delle uova o dello yogurt greco, e grassi sani, contenuti in avocado o frutta secca, stimola la produzione di dopamina, l'ormone della motivazione e del focus. Al contrario, la sera è bene consumare alimenti leggeri e mettersi a tavola presto: l'orario perfetto si colloca tra le 19.00 e le 20.00, o comunque almeno 3 ore prima di andare a dormire. Durante la notte, infatti, entra in funzione il sistema glinfatico, una vera e propria "squadra di pulizia" che rimuove le tossine accumulate durante il giorno: se il corpo è impegnato in una digestione pesante, questo processo di “pulizia” notturna viene interrotto, penalizzando la memoria del giorno dopo.

 

COMO SPETTACOLO ALLA SUA PRIMA IN CHAMPIONS

TRAVOLTO IL LIPSIA

Subito in vantaggio con Baturina, gli uomini di Fabregas raddoppiano con Douvikas. Poi il tris arriva nella ripresa con Diao. Il 3-1 di Maksimovic sembra riaprire la gara, prima del definitivo 4-1 di Perrone. 


 

EUROVOLLEY MASCHILE

ITALUA BELLA SOTTO LA PIOGGIA

Succede di tutto a Napoli, con la gara in piazza Plebiscito sospesa per pioggia. Alla fine però gli azzurri davanti al presidente Mattarella passano senza problemi in tre set ( 25-22 25-21 25-17) guidati da un super Romanò. 

giovedì 10 settembre 2026

ESERCIZI ALTERNATIVI AL PLANK PER UN FISICO DA URLO

COME TONIFICARE IL CORPO

È probabilmente uno degli esercizi a corpo libero più noti e apprezzati. Il plank è un esercizio isometrico che consiste nel mantenere il corpo sollevato, rigido e allineato come una tavola, parallelo al pavimento che ha l’obiettivo di rafforzare la muscolatura del tronco, migliorare la stabilità e il controllo del movimento. Di per sé è faticoso e molto efficace, ma non è l'unica via utile per allenare il tronco. Esistono infatti diverse alternative che consentono di lavorare sui medesimi gruppi muscolari introducendo però movimenti spesso più dinamici che richiedono maggiore coordinazione e controllo della postura. Inserirle nella routine è il trucco per rendere l'allenamento più vario senza alcuna attrezzatura aggiuntiva: ecco le 4 migliori alternative al plank per tonificare il corpo.

MONDIALI UNDER 20 CALCIO FEMMINILE

PRIMA VOLTA AGLI OTTAVI DI FINALE

Superando la Nuova Zelanda, le azzurrine per la prima volta nella loro storia conquistano gli ottavi di finale ad un campionato del mondo. Complimenti ragazze. 
 

Post in evidenza

PERCHE' FACCIAMO I SOGNI?

SCOPRIAMOLO INSIEME Perché facciamo i sogni? Quando dormiamo, il nostro cervello non solo riposa, ma rielabora i ricordi, le emozioni e le i...