A Modena seconda vittoria per gli azzurri di De Giorgi dopo il 3-0 alla Svezia a Napoli. Primi due set di sofferenza, poi il match è chiuso senza problemi. In serata la sfida con la Slovacchia nel terzo match del girone .
Perché la befana è brutta? La aspettiamo sempre con ansia, perché ogni anno ci porta calze piene di dolcetti e regali. Ma perché la Befana è brutta? Forse non lo sapevate, ma nei tempi antichi, la Befana assomigliava più a una dolce nonnina, che a una strega con il naso adunco e bitorzoluto: il suo nome inizia a comparire nel XV secolo, probabilmente come storpiatura della parola Epifania e si pensa che venisse dato ai fantocci di paglia che i contadini usavano bruciare nei campi per propiziare la fine dell’inverno. Rappresentare la Befana come strega bruttina e antipatica che simboleggiava l’anno vecchio e la stagione fredda in cui era più difficile trovare da mangiare, aiutava sicuramente ad avere più voglia di distruggerla senza pietà con il fuoco purificatore. Il fatto che la sua comparsa coincideva con la fine delle festività natalizie e che non sempre era un evento positivo, specialmente per i bimbi più birichini che nella calza trovavano solo pezzi di carbone, ha contribuito al modo in cui la si descrive tutt’oggi. Oggi hai imparato perché la befana è brutta!
Oggi, 47 anni fa, il leggendario Pietro MENNEA , stabilì a Città del Messico il record di velocità sui 200 metri. Superato oltre vent’anni dopo da Usain Bokt , rimane tutt’ora il primato europeo .
Il giovane cantautore salentino Antonio Perrone torna sul palco della Finalissima Nazionale a Senigallia con un brano intenso contro le relazioni tossiche, il controllo e la violenza di genere.
Merendine, snack confezionati, piatti pronti e bevande zuccherate sono tra gli alimenti ultra-processati che fanno parte della quotidianità di milioni di cittadini europei, e la loro diffusione continua a crescere. E questo accade nonostante da anni la ricerca scientifica stia accumulando evidenze sui rischi associati al loro consumo. A provare a colmare questo gap ci pensa ora un importante documento di consenso della Società Europea di Cardiologia, pubblicato sull'European Heart Journal.
Perché facciamo i sogni? Quando dormiamo, il nostro cervello non solo riposa, ma rielabora i ricordi, le emozioni e le informazioni che ha acquisito durante il giorno: questo processo ci porta a sognare, anche se non sempre, quando ci svegliamo, riusciamo a ricordarci quello che abbiamo sognato o a dargli un senso. Perché facciamo i sogni? La scienza si interroga da tempo sull’utilità dei sogni e, secondo una delle teorie più recenti ed interessanti, si pensa che sognare serva a superare i traumi che a volte viviamo nella realtà: gli scienziati del Centro per i Disordini del Sonno di Boston, infatti, hanno dimostrato che le storie spesso incredibili che viviamo nei nostri sogni sono legate a delle forti emozioni. Più passa il tempo, però, più la memoria di alcuni eventi che ci hanno colpito o sconvolto si mescola con altri ricordi e questo ci aiuta ad alleggerire il peso che un evento traumatico o molto coinvolgente ha nella nostra mente: è un po’ come se continuassimo a diluire una vernice, annacquandola finchè non diventa più chiara e trasparente. Il padre della psicanalisi Sigmund Freud, invece, aveva elaborato una teoria secondo la quale i sogni sono una rappresentazione di desideri e istinti che, normalmente, reprimiamo nella vita di tutti i giorni, perché considerati sbagliati o esagerati dalla società civile. Spesso, però, l’uomo ha tratto ispirazione da ciò che ha involontariamente immaginato mentre dormiva e molte invenzioni geniali o capolavori artistici, sono stati elaborati proprio prendendo ispirazione dai sogni. Oggi hai imparato perché facciamo i sogni!
L’ITALIA TRAVOLGE LA GRECIA A Modena seconda vittoria per gli azzurri di De Giorgi dopo il 3-0 alla Svezia a Napoli. Primi due set di soffer...