a cura di Danilo Supino (fonte Libero)
Prenotare un hotel , da un po’ di anni, non significa pagare soltanto la camera. In gran parte dell’Europa, infatti, al conto finale si aggiunge la tassa di soggiorno, un contributo richiesto ai turisti che varia da Paese a Paese e, spesso, anche da città a città. Alcune amministrazioni applicano un importo fisso per notte, altre differenziano il costo in base alla categoria dell’albergo, mentre in alcuni casi il tributo è calcolato come percentuale del prezzo del pernottamento. Le differenze sono notevoli. Ci sono destinazioni dove un soggiorno di pochi giorni comporta appena uno o due euro di spesa aggiuntiva, mentre nelle grandi città europee o nelle località turistiche più esclusive l’imposta può superare i 7-10 euro per persona a notte. Alcuni Stati, invece, hanno scelto di non introdurre alcuna tassa di soggiorno oppure di limitarla soltanto ad alcune regioni.









