(fonte Gazzetta dello Sport)
Enrique Santos Discépolo, celebre compositore argentino, diceva che “il tango è un pensiero triste che si balla”. L’Argentina e Leo Messi l’hanno ballato insieme un’ultima volta al Monumental, davanti a 85.000 persone vestite di biancoazzurro, pronte a salutare il loro idolo di sempre. Tra queste, c’erano anche indiani con facce di Leo tatuate sulla pelle e francesi. A Buenos Aires è stata una serata che ha condensato emozioni di tutti i tipi: le lacrime sul pullman di Messi, il sorriso dopo il gol, la rabbia per essersene divorati altri tre. L’ultimo tango di Leo è stato malinconico e commovente, anche perché è stata la prima partita in nazionale giocata senza papà Jorge, scomparso lo scorso agosto. Una perdita che ha contribuito fortemente a dire addio all’Argentina. Contro il Benin, 93° nel ranking, Messi ha regalato due assist e segnato su rigore, che con questa maglia storicamente non è mai stato la specialità della casa. Finisce 3-0 per l’Argentina. Ma soprattutto finisce un’era: quella cominciata 21 anni fa e chiusa con 126 gol, 67 assist e 208 presenze. Recordman di tutto. Lunga vita a re Messi.









